Il libro del giorno: “Che male c’è” di Gaia Baracetti (Phasar Edizioni)

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"Che male c’è" di Gaia Baracetti (Phasar Edizioni)
http://www.phasar.net/catalogo/libro/che-male-ce

Al collegio scoprii la notte. Le nostre notti collettive. Ci spostavamo tra le camere fino all’alba, febbrili, rumorosi, oppure ipnotizzati e lenti come nebbia. Coi vestiti colorati o coi pigiami, profumanti o zozzi e, chi camminava scalzo, coi piedi neri.

Le notti scoprivamo poeti, film e musica, bevevamo in fretta e avidamente dalle stesse bottiglie, realizzavamo le nostre fantasie promiscue e componevamo le nostre coppie; ci stringevamo in cinque sul letto di uno, ci passavamo le canne, traballavamo in pessimi inglesi, tentavamo di infilarci nello spagnolo mentre gli spagnoli si infilavano nell’italiano, e provavamo le lingue di tutti; ci comprimevamo davanti allo schermo del computer di chi ce l’aveva, ci allungavamo per prendere il cibo che qualcuno offriva, le dita avide e grate, cercavamo il mare.

"Premevo la fronte contro il tronco di un nocciolo, e aspettavo. Non sentivo rumori, tranne i suoni degli alberi e gli echi dei miei calpestii. Appena ebbi ripreso fiato, mi guardai meglio in giro. Non c’era nessuno davanti a me, né ai lati del boschetto. Senza staccarmi dalla corteccia, agitai la mano per segnalare il via libera. Sentii gli altri che correvano e si gettavano a terra dietro di me. Mi girai: i ragazzi c’erano tutti, le facce nascoste tra le foglie, le schiene ansimanti per la corsa. Stefania ci superò e saltò davanti a noi, a testa alta, come se non temesse di essere vista. Seguii la sua treccia che schizzava tra gli alberi. Si fermò poco oltre il mio nascondiglio, affacciandosi da dietro a un noce. Era l’unica vestita di verde sia sopra che sotto, la più difficile per loro da vedere.
«Aspetta!», sussurrai. Non avevamo ancora trovato la base: poteva essere ovunque. Stefania si guardò in giro, premendo anche lei la fronte contro l’albero. Da lì era più visibile, ma poteva controllare tutto: il ruscello e gli stavoli giù in basso, la vecchia fabbrica, i prati che scendevano alla nostra destra e salivano alla sinistra, la strada sotto. Si girò verso di me, scoprendo la fronte. «Non ci sono. Da nessuna parte». Pensai a dove potevamo cercarli. Zan, Michele e Roberto, uno dei grandi, stavano appoggiati ai tronchi e riflettevano. Dopo non molto sentimmo arrivare qualcuno dalla stradina. Era Marco, correva allo scoperto. «Ti vedono!», lo avvertii. Si avvicinò, con un po’ di fiatone per la corsa. «Li ho trovati! Sono di là!» Indicò con la testa la direzione da cui proveniva. «Andiamo!» «Aspettate. È un posto scopertissimo. Ho un piano»." (estratto da "Che male c’è" di Gaia Baracetti)

"Che male c’è" di Gaia Baracetti (Phasar Edizioni)
http://www.phasar.net/catalogo/libro/che-male-ce
Prezzo: 15,00, ISBN: 978-88-6358-193-5, PAGINE: 472, Anno pubblicazione: 2013, Genere: Narrativa

Scarica l’anteprima del libro in formato PDF
http://www.phasar.net/docs/estratto_che_male.pdf

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